Foto: Vasiliki Chairopoulou, Panagiota Giannouli
Il 17 e 18 gennaio 2026 la città di Istiaia, nella Grecia settentrionale e seconda sede della Sacra Metropolia di Chalkida, ha celebrato il suo santo patrono sant’Atanasio, nella omonima, storica e splendida chiesa parrocchiale di Istiaia.
Alla festa annuale hanno partecipato il Reverendissimo Metropolita di Glyfada, Elliniko, Voula, Vouliagmeni e Vari mons. Antonios, il Teofillestato Vescovo di Skopelos mons. Nikodimos e il nostro Pastore, Metropolita di Chalkida mons. Chrysostomos.
Durante il Vespro solenne ha presieduto il Reverendissimo mons. Antonios, mentre la divina parola è stata predicata dal Teofillestato mons. Nikodimos, il quale ha sottolineato che la Chiesa, con la sapienza dello Spirito Santo, non propone i santi perché li ammiriamo a distanza come monumenti storici di grandezza morale, ma perché ci poniamo davanti a loro come specchi di autocoscienza. I santi non ci danno soltanto consolazione, ma ci mettono in crisi. E questo richiamo non è condanna, ma invito alla conversione.
Il grande Atanasio si oppose ad Ario non semplicemente come teologo che difende un dogma, ma come uomo che difende la verità stessa di Cristo. Ario non errò per ignoranza: sapeva, ma non obbedì. Il suo errore non nacque dalla mente, ma dal cuore. Non fu frutto di un pensiero sbagliato, ma di egoismo e amore di sé.
Così si rivela che l’eresia non è soltanto un errore intellettuale, ma una malattia spirituale: rifiuto dell’umiltà e dell’obbedienza alla verità rivelata.
Atanasio non combatté per se stesso, né per la propria affermazione o fama, ma per Cristo e per la verità dell’Incarnazione, per il salvifico «consustanziale» che garantisce che Dio si è realmente fatto uomo per salvare l’uomo. Per questo si trovò «contro il mondo», non per ostinazione o fanatismo, ma per amore della verità e responsabilità pastorale verso la Chiesa.
La sua resistenza non fu ribellione, ma testimonianza. Non fu orgoglio, ma pazienza della croce. Perseguitato, calunniato ed esiliato più volte, rimase saldo non perché avesse carattere forte, ma perché aveva vinto l’uomo interiore: le passioni, la paura e il bisogno di accettazione.
Così sant’Atanasio si presenta non solo come difensore dell’Ortodossia, ma come modello di libertà: libertà dal mondo, dal giudizio degli uomini e da se stessi. E ci interroga silenziosamente: quando conosciamo la verità, la seguiamo, oppure come Ario la sottomettiamo all’egoismo?
Sant’Atanasio, conoscendo la verità, si pose contro il mondo affinché il mondo rimanesse nella verità.
Nel giorno principale della festa, il Reverendissimo mons. Antonios ha presieduto l’Ufficio dell’Orthros, ha officiato la Divina Liturgia pontificale e ha predicato la parola divina descrivendo la figura di sant’Atanasio come servitore della verità e teologo illuminato, formato dalle sante relazioni con i Padri della Prima Sinodo Ecumenica, il grande Antonio, sant’Alessandro di Alessandria, sant’Nifone di Costanza e altri.
Così anche attraverso le sue relazioni, sant’Atanasio rimase contro il mondo che insiste a dialogare con il peccato, indicando a ogni fedele la via della santificazione.
Dopo la Divina Liturgia, il Metropolita Chrysostomos ringraziò i santi Vescovi, i chierici, le autorità civili e militari, gli enti locali, le scuole e i fedeli presenti di Istiaia, facendo riferimento ai vent’anni della Scuola di Musica Bizantina della Sacra Metropolia di Chalkida a Istiaia; il Metropolita Antonios conferì i diplomi a sette nuovi diplomati.
Infine, i Vescovi visitarono la vicina Casa Ecclesiastica per anziani “Vissarioneio”, dove benedissero la torta di San Basilio alla presenza delle autorità locali.





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